
L’ascesa di ChatGPT in Europa è stata rapida. Dal suo lancio alla fine del 2022, lo strumento di IA è cresciuto fino a superare i 120 milioni di utenti attivi mensili. Sebbene la maggior parte delle persone lo usi ancora per cercare informazioni o ricevere consigli, le domande legate allo shopping non sono più un caso d’uso di nicchia. Con le nuove funzionalità di ricerca sugli acquisti, gli utenti possono ora confrontare prodotti, leggere recensioni e ricevere raccomandazioni personalizzate, e OpenAI ha chiarito che il commercio avrà un ruolo più importante in futuro.
Ma cosa significa davvero questo per i rivenditori online?
Per scoprirlo, Uptain ha analizzato più di un milione di sessioni di e-commerce originate dal traffico guidato dall’IA. La loro conclusione è sobria: il traffico di ChatGPT sta crescendo rapidamente, ma la maggior parte dei negozi non è ancora pronta a beneficiarne.
Il traffico su ChatGPT Sta Aumentando — Ma Ha Un Costo
Il traffico guidato dall’IA rappresenta ancora una piccola fetta del totale delle visite di e-commerce. Secondo i dati di Uptain, ChatGPT rappresenta l’1,64 percento di tutto il traffico. Da solo, quel numero potrebbe non sembrare drammatico. Ciò che conta di più è da dove viene.
ChatGPT non crea un pubblico completamente nuovo. Invece, gli utenti saltano motori di ricerca e piattaforme di confronto e si rivolgono direttamente all’IA per la ricerca sui prodotti. Questo cambiamento ha il potenziale di rimodellare il modo in cui i clienti scoprono i marchi — e chi conquista la loro attenzione.

Source: uptain.de
Meglio dei social media, peggio della ricerca
Dal punto di vista della conversione, ChatGPT si colloca da qualche parte nel mezzo. Il suo traffico converte all’1,18 percento, superando i canali social come Instagram, TikTok e Facebook. Allo stesso tempo, resta indietro rispetto a Google Search, campagne email e siti di confronto classici.
Con l’aumento della quota di ChatGPT, i rivenditori potrebbero vedere i canali forti parzialmente sostituiti da quelli più deboli – un cambiamento che potrebbe silenziosamente rallentare le prestazioni complessive se non risolto.
Piccoli cesti, molti punti di consegna
Dove il traffico di ChatGPT ha chiaramente difficoltà è nella dimensione del cestino. Il valore medio degli ordini è solo 41,89 €, ben al di sotto degli altri canali. Uptain indica FOBO — la paura di opzioni migliori — come una causa probabile. Gli utenti sono felici di chiedere consigli a ChatGPT, ma quando c’è denaro in gioco, molti controllano altrove.
Quell’esitazione si manifesta nel comportamento. L’abbandono dei carrelli tra gli utenti di ChatGPT raggiunge il 77,45 percento, significativamente sopra la media del mercato.
Una ragione chiave: gli acquirenti passano da un’esperienza di IA personalizzata e conversazionale a un negozio online generico che non riesce a proseguire quel dialogo.

Source: uptain.de
Gli utenti mobili definiscono le regole
Un ultimo dettaglio salta all’occhio. Il 76% del traffico ChatGPT proviene da dispositivi mobili. Per i rivenditori, il messaggio è chiaro: senza negozi veloci, intuitivi e orientati al mobile, il traffico IA rimarrà più curiosità che conversione.
Cosa significa questo per i rivenditori online
ChatGPT non domina ancora l’e-commerce, ma sta già cambiando il modo in cui le persone pensano all’acquisto. Per i rivenditori, la domanda non è più se l’IA diventerà un vero punto d’ingresso nel percorso di acquisto, ma quando. Chi si adatta presto ha la possibilità di ottenere un vantaggio. Tutti gli altri rischiano di diventare solo un’altra scheda che il cliente chiude.