
Che cos’è esattamente la CTV?
LaCTV (Connected TV) si riferisce a contenuti video guardati via internet su schermi televisivi. In genere attraverso smart TV, servizi di streaming come YouTube, Voyo, HBO Max o applicazioni supportate dalla pubblicità (AVOD). Secondo la definizione di IAB Europe, si differenzia dalla televisione lineare tradizionale per il fatto che gli annunci pubblicitari in CTV sono indirizzabili, mirati al digitale e completamente misurabili, come nell’ambiente online.
Tre mondi diversi
| Proprietà | CTV (TV connessa) | TV lineare | Video sociale |
|---|---|---|---|
| Dove viene visualizzato | Smart TV, piattaforme di streaming con pubblicità | Stazioni TV tradizionali | TikTok, Instagram, Facebook, YouTube Shorts |
| Formato | Spot di 15-30 secondi, preroll, midroll, video più lunghi | Spot di 15-60 secondi nelle pause pubblicitarie | Video brevi verticali, reel, storie |
| Targeting | Indirizzabile (come nel digitale) | Di massa (per orario e programma) | Personalizzato in base al comportamento e agli interessi |
| Misurabilità | Impression, view-through, conversioni, attribuzione | GRP, reach, statistiche di base | Coinvolgimento, clic, conversioni, fidelizzazione |
| Benefici | Attenzione dei telespettatori, grande schermo, maggiore valorizzazione del marchio | Ampia copertura, credibilità del formato | Velocità, prezzo, flessibilità, interattività |
| Limitazioni | Minore copertura in CZ/SK, frammentazione tecnica | Scarsa misurabilità, costi elevati | Rapido esaurimento dei contenuti, ambiente dirompente |
Fonte: Basato sul rapporto EMARKETER & Smartly (2025)
Perché dovrebbe interessarvi?
Quando i brand non riescono a distinguere tra CTV, televisione e social network, rischiano di far vedere i loro video ma di non raggiungere lo spettatore giusto nel modo giusto.
1. La CTV è la televisione, ma con una logica digitale
Mentre la TV tradizionale offre ancora una portata di massa, la CTV offre la possibilità di rivolgersi a spettatori specifici su dispositivi specifici. È un compromesso tra la potenza del grande schermo e la precisione delle campagne digitali. I brand possono combinare i formati (ad esempio, preroll, midroll) e valutare i risultati in modo simile all’online, in base ai tassi di visualizzazione o alle conversioni.
2. I video sociali sono i più veloci, ma anche i più volatili.
Formati verticali come Reels o TikTok possono fornire reach, feedback e vendite in pochi giorni. Ma la loro durata è breve, l’attenzione è dispersa e l’ambiente è sovrasaturo. Inoltre, non tutti i marchi riescono a produrre video sociali che sembrino naturali.
3. La TV lineare mantiene la sua posizione, ma il suo ruolo sta cambiando
Sebbene la televisione non sia morta, il suo ruolo si sta evolvendo. In molti casi, serve come simbolo di credibilità, particolarmente adatto ai grandi marchi o alle campagne che mirano a raggiungere un’ampia notorietà. Ma la scarsa misurabilità e gli alti costi di ingresso la rendono difficile da utilizzare per i marchi più piccoli.
Come scegliere il canale giusto?
Dipende da ciò che si vuole ottenere con i video:
- Se cercate una risposta rapida, costi contenuti e test, il social video sarà il canale più efficace.
- Se volete raggiungere il marchio in alta qualità ma con una logica di misurazione digitale, il CTV ha sempre più senso, soprattutto se sapete come adattare i contenuti esistenti.
- E se avete il budget necessario e dovete raggiungere l’intero mercato, la TV lineare funziona ancora.
Non basta dire “facciamo video”.
Nel 2025 non sarà più sufficiente creare una “campagna video”. È necessario sapere su quale schermo verrà trasmessa, in quale formato, con quale obiettivo e come verrà misurata. Le differenze tra CTV, TV e social video risiedono nei dettagli, che determinano se il video colpisce nel segno o si perde nel rumore.