Immagina di cercare di intrufolarti in cima alle classifiche dei motori di ricerca senza effettivamente guadagnarlo. Questo è ciò di cui si occupa la SEO black hat: usare tattiche subdole per manipolare la tua strada verso l’alto. Ma ecco il punto: i motori di ricerca ci stanno e non esiteranno a bannarti se ti beccano usando queste tecniche losche. La SEO black hat include cose come nascondere i contenuti agli utenti mentre li si mostra ai motori di ricerca (chiamato cloaking), creare pagine duplicate o persino sabotare i siti dei concorrenti (noto come SEO negativo). Il termine “cappello nero” deriva in realtà dai vecchi western, dove i cattivi indossavano cappelli neri e i buoni indossavano cappelli bianchi. Nel mondo digitale, il black hat SEO è l’equivalente di indossare un black hat: è l’opposto di pratiche di marketing etiche e oneste.
La crescita internazionale sta superando l’e-commerce nazionale
Per molti attori dell’e-commerce, la crescita interna sta iniziando a rallentare. Il vero slancio si sta spostando all’estero, dove le piattaforme possono ancora scalare rapidamente sfruttando mercati meno saturi. Sulla base dei dati dell’ECDB, l’espansione internazionale sta diventando il principale motore della crescita.