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E-commerce europeo nel 2026: la crescita si sposta verso est

L'e-commerce europeo sta entrando nel 2026 in una forma molto diversa rispetto a pochi anni fa. La crescita è ancora presente, ma non è più distribuita uniformemente nella regione. Nuovi dati di Tradebyte mostrano che lo slancio si sta spostando dall'Europa occidentale verso i mercati centrale, orientale e settentrionale.

Katarína Šimčíková Katarína Šimčíková
E-commerce Content Writer & EU Market Partnerships, Ecommerce Bridge EU
Questo articolo è stato tradotto per voi dall intelligenza artificiale
E-commerce europeo nel 2026: la crescita si sposta verso est
Fonte: ChatGPT

Nel novembre dello scorso anno, abbiamo trattato di come l’e-commerce globale abbia superato la soglia dei 5 trilioni di dollari, evidenziando quali attori stavano trainando la crescita a livello mondiale. Man mano che il mercato matura, l’attenzione si sposta su dove proviene effettivamente la crescita e su come si sta evolvendo.

La crescita è più lenta, ma non ferma

Si prevede che l’e-commerce globale raggiungerà circa 7 trilioni di dollari nel 2026, tuttavia il ritmo di crescita si è chiaramente raffreddato rispetto agli anni post-pandemia. Secondo Tradebyte, l’Europa sta attraversando un periodo di ribilanciamento interno.

L’Europa occidentale continua a generare la maggior parte delle vendite online, ma il suo ruolo sta cambiando. La crescita è più stabile e i margini sono sotto pressione. Allo stesso tempo, altre regioni stanno prendendo ritmo.

Il cambiamento più marcato si può osservare nell’Europa centrale e orientale (CEE). GMV nella regione è cresciuta del 59% su base annua, aggiungendo 2,6 punti percentuali alla sua quota di mercato complessiva.

Anche i paesi nordici hanno registrato un forte slancio, con una crescita del 37%, supportata da alti livelli di fiducia nell’e-commerce e da reti di distribuzione affidabili.

Eppure, le potenze tradizionali contano ancora. Germania, Francia, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio insieme rappresentano oltre il 73% del GMV europeo, sottolineando quanto il mercato rimanga concentrato.

European e-commerce GMV share by country in 2025, showing Germany, France, Netherlands, Switzerland and Belgium dominance

Source: tradebyte

Mercati più piccoli, crescita più rapida

Alcuni dei numeri più evidenti provengono da paesi che in precedenza erano considerati mercati secondari dell’e-commerce.

  • Portogallo (+109%),
  • Croazia (+74%)
  • Lituania (+45%)

tutti hanno registrato una crescita a tripla o alta cifra a doppia cifra.

Questi mercati si stanno espandendo da una base più ristretta, ma la direzione è chiara. Una logistica migliore, pagamenti online più semplici e una crescente fiducia dei consumatori li rendono punti di ingresso attraenti per i brand che guardano oltre l’Europa occidentale.

Per i team di e-commerce, questo cambia il modo in cui si pianifica l’espansione . La nuova crescita non deriva più solo dalla lotta per la visibilità nei mercati saturi. In molti casi, deriva dall’ingresso in regioni dove la competizione è ancora in sviluppo.

Quali categorie stanno ottenendo i risultati migliori

Non tutti i segmenti si muovono allo stesso ritmo. La biancheria intima si distingue come la categoria in più rapida crescita, con una crescita del 44,5% su base annua. Comfort, cura di sé e l’influenza dell’athleisure sono tutti motivi di domanda.

Beauty continua a performare bene (+15,5%), aiutata da tassi di rendimento più bassi e da solide performance sulle piattaforme social. Sportswear (+9,9%) e moda (+8,6%) rimangono solide, anche se le decisioni di acquisto stanno diventando più ponderate e orientate al valore.

In diverse categorie, i clienti acquistano in modo più intenzionale e confrontano le opzioni più da vicino rispetto al passato.

Ritorni e l’ascesa dei “dupes”

I rendimenti restano una delle maggiori sfide strutturali nell’e-commerce. Nel Regno Unito, i tassi medi di rendimento si attestano intorno al 14%, mentre in Germania, Austria e Svizzera superano il 50%. Con la riduzione graduale dei resi gratuiti, i marchi sono costretti ad affrontare il problema alla sua origine.

Allo stesso tempo, la cultura dei duplicanti è entrata nel mainstream. I clienti ordinano sempre più articoli simili, li confrontano a casa e restituiscono ciò che non vogliono. Questo comportamento fa salire i costi e mette pressione sui margini, specialmente nei segmenti di fascia media.

Dimensioni chiare, informazioni accurate sul prodotto e immagini forti stanno diventando essenziali, non opzionali.

Cosa dovrebbero trarre i leader dell’e-commerce da questo

I dati di Tradebyte indicano una conclusione chiara: il successo nel 2026 non arriverà solo dalla scala. I marchi che ottengono le migliori performance sono quelli che distribuiscono il rischio tra i mercati, investono nei marketplace e migliorano la qualità dei dati sui loro prodotti.

La visibilità è sempre più plasmata dagli algoritmi, non solo dalla spesa pubblicitaria. Per i professionisti dell’e-commerce, le priorità sono pratiche:

  • guarda oltre l’Europa occidentale per una nuova crescita

  • preparare dati di prodotto per i marketplace e la scoperta guidata dall’IA

  • Ridurre i rendimenti evitabili attraverso contenuti migliori e linee guida di adattamento

  • e gestire l’e-commerce come un’unica operazione connessa piuttosto che come canali separati

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Katarína Šimčíková
E-commerce Content Writer & EU Market Partnerships, Ecommerce Bridge EU

Partnership Manager & E-commerce Content Writer with 10+ years of international experience. Former Groupon Team Lead. Connects European companies with Slovak and Czech markets through partnerships and content marketing.

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