
Nel novembre dello scorso anno, abbiamo trattato di come l’e-commerce globale abbia superato la soglia dei 5 trilioni di dollari, evidenziando quali attori stavano trainando la crescita a livello mondiale. Man mano che il mercato matura, l’attenzione si sposta su dove proviene effettivamente la crescita e su come si sta evolvendo.
La crescita è più lenta, ma non ferma
Si prevede che l’e-commerce globale raggiungerà circa 7 trilioni di dollari nel 2026, tuttavia il ritmo di crescita si è chiaramente raffreddato rispetto agli anni post-pandemia. Secondo Tradebyte, l’Europa sta attraversando un periodo di ribilanciamento interno.
L’Europa occidentale continua a generare la maggior parte delle vendite online, ma il suo ruolo sta cambiando. La crescita è più stabile e i margini sono sotto pressione. Allo stesso tempo, altre regioni stanno prendendo ritmo.
Il cambiamento più marcato si può osservare nell’Europa centrale e orientale (CEE). GMV nella regione è cresciuta del 59% su base annua, aggiungendo 2,6 punti percentuali alla sua quota di mercato complessiva.
Anche i paesi nordici hanno registrato un forte slancio, con una crescita del 37%, supportata da alti livelli di fiducia nell’e-commerce e da reti di distribuzione affidabili.
Eppure, le potenze tradizionali contano ancora. Germania, Francia, Paesi Bassi, Svizzera e Belgio insieme rappresentano oltre il 73% del GMV europeo, sottolineando quanto il mercato rimanga concentrato.

Source: tradebyte
Mercati più piccoli, crescita più rapida
Alcuni dei numeri più evidenti provengono da paesi che in precedenza erano considerati mercati secondari dell’e-commerce.
- Portogallo (+109%),
- Croazia (+74%)
- Lituania (+45%)
tutti hanno registrato una crescita a tripla o alta cifra a doppia cifra.
Questi mercati si stanno espandendo da una base più ristretta, ma la direzione è chiara. Una logistica migliore, pagamenti online più semplici e una crescente fiducia dei consumatori li rendono punti di ingresso attraenti per i brand che guardano oltre l’Europa occidentale.
Per i team di e-commerce, questo cambia il modo in cui si pianifica l’espansione . La nuova crescita non deriva più solo dalla lotta per la visibilità nei mercati saturi. In molti casi, deriva dall’ingresso in regioni dove la competizione è ancora in sviluppo.
Quali categorie stanno ottenendo i risultati migliori
Non tutti i segmenti si muovono allo stesso ritmo. La biancheria intima si distingue come la categoria in più rapida crescita, con una crescita del 44,5% su base annua. Comfort, cura di sé e l’influenza dell’athleisure sono tutti motivi di domanda.
Beauty continua a performare bene (+15,5%), aiutata da tassi di rendimento più bassi e da solide performance sulle piattaforme social. Sportswear (+9,9%) e moda (+8,6%) rimangono solide, anche se le decisioni di acquisto stanno diventando più ponderate e orientate al valore.
In diverse categorie, i clienti acquistano in modo più intenzionale e confrontano le opzioni più da vicino rispetto al passato.
Ritorni e l’ascesa dei “dupes”
I rendimenti restano una delle maggiori sfide strutturali nell’e-commerce. Nel Regno Unito, i tassi medi di rendimento si attestano intorno al 14%, mentre in Germania, Austria e Svizzera superano il 50%. Con la riduzione graduale dei resi gratuiti, i marchi sono costretti ad affrontare il problema alla sua origine.
Allo stesso tempo, la cultura dei duplicanti è entrata nel mainstream. I clienti ordinano sempre più articoli simili, li confrontano a casa e restituiscono ciò che non vogliono. Questo comportamento fa salire i costi e mette pressione sui margini, specialmente nei segmenti di fascia media.
Dimensioni chiare, informazioni accurate sul prodotto e immagini forti stanno diventando essenziali, non opzionali.
Cosa dovrebbero trarre i leader dell’e-commerce da questo
I dati di Tradebyte indicano una conclusione chiara: il successo nel 2026 non arriverà solo dalla scala. I marchi che ottengono le migliori performance sono quelli che distribuiscono il rischio tra i mercati, investono nei marketplace e migliorano la qualità dei dati sui loro prodotti.
La visibilità è sempre più plasmata dagli algoritmi, non solo dalla spesa pubblicitaria. Per i professionisti dell’e-commerce, le priorità sono pratiche:
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guarda oltre l’Europa occidentale per una nuova crescita
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preparare dati di prodotto per i marketplace e la scoperta guidata dall’IA
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Ridurre i rendimenti evitabili attraverso contenuti migliori e linee guida di adattamento
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e gestire l’e-commerce come un’unica operazione connessa piuttosto che come canali separati