
L’acquisto B2B non è mai stato semplice. Le decisioni richiedono tempo. Più persone sono coinvolte. I prodotti e i servizi sono spesso complessi e difficili da spiegare in pochi paragrafi di testo. Gli acquirenti hanno bisogno di chiarezza prima di andare avanti, e sempre più spesso sembrano trovarla nei video.
Ciò che rende interessante questo dato non è il formato in sé, ma ciò che dice sul comportamento degli acquirenti. Il video aiuta i decisori a capire cosa viene offerto, come funziona e se soddisfa le loro esigenze. Semplifica informazioni che altrimenti potrebbero sembrare opprimente.
La dichiarazione di LinkedIn suggerisce inoltre che il video non si limita a una sola fase del processo. Gli acquirenti la incontrano lungo il percorso, dalla ricerca iniziale fino alle fasi finali del processo decisionale. Fa parte del modo in cui esplorano le opzioni e le interpretano.
Perché il video sta diventando essenziale per l’e-commerce
Per i marchi e-commerce e B2B, l’implicazione è semplice. Un prodotto forte non basta più da solo. La capacità di spiegare chiaramente quel prodotto è diventata altrettanto importante. Il video offre un modo pratico per farlo senza costringere gli acquirenti a elaborare spiegazioni lunghe o tecniche.
La cifra del 95% mette in discussione un’altra ipotesi. Il video è spesso visto come uno strumento di branding, qualcosa pensato per attirare l’attenzione. In questo caso, gli stessi acquirenti lo descrivono come qualcosa che supporta attivamente le loro decisioni. Questo avvicina molto il video al cuore del processo di acquisto.
In un mercato B2B affollato, essere compresi può fare la differenza. In base a ciò che dicono gli acquirenti, il video sta aiutando a colmare questo divario — e per i brand che lo escludono, il rischio è semplice: non far parte affatto della decisione.