
Dal 10 ottobre entrerà in vigore nell’UE il Regolamento sulla trasparenza e il targeting della pubblicità politica (TTPA). In base a questo regolamento, le principali piattaforme digitali dovranno
- etichettare chiaramente la pubblicità politica,
- indicare chi l’ha pagata e quanto è costata
- e specificare quali elezioni o target di pubblico sono interessati.
Il mancato rispetto delle regole potrebbe comportare multe fino al 6% del fatturato globale annuo.
Perché Meta sta ritirando la pubblicità politica?
“Si tratta di una decisione difficile”, ha dichiarato Meta in un comunicato. Secondo l’azienda, le nuove regole limitano significativamente il modo in cui le piattaforme possono offrire campagne personalizzate che informano il pubblico su questioni importanti. Meta sostiene che ciò finirà per danneggiare gli elettori europei, impedendo loro di ricevere informazioni sufficienti e diversificate.
Impatto sul commercio elettronico
Sia Meta che Google applicano in genere restrizioni più ampie di quanto possa sembrare. Il semplice riferimento alla sostenibilità, alla salute o alla responsabilità sociale può essere sufficiente per bloccare automaticamente un annuncio, reindirizzarlo per una revisione manuale o sottoporlo a una verifica da parte dell’inserzionista.
Sebbene il divieto riguardi principalmente la pubblicità politica, in pratica anche le campagne ordinarie con messaggi basati su valori possono essere soggette a restrizioni.
Se si comunicano argomenti come la sostenibilità, la salute, l’istruzione o l’intelligenza artificiale, la campagna può essere automaticamente segnalata dalla piattaforma come sensibile e quindi rientrare in regolamenti più severi. Ciò riguarda in particolare il segmento B2B, che spesso lavora con settori regolamentati come l’energia, la sanità o la finanza. I brand e le agenzie dovranno monitorare con maggiore attenzione quali campagne potrebbero incontrare restrizioni e prepararsi a ulteriori fasi di approvazione.
4 punti che possono aiutare a evitare problemi
- Pianificare le campagne con largo anticipo. È bene tenere conto di eventuali ritardi nell’approvazione o della necessità di modificare le copie.
- Considerare un linguaggio più neutro nelle inserzioni. Evitate formulazioni che gli algoritmi potrebbero valutare come sensibili (ad esempio, “salvare il pianeta”, “combattere le malattie”…).
- Gestire separatamente il marchio e le prestazioni. Se le vendite e gli argomenti sensibili si incontrano in un unico annuncio, ciò può causare problemi di approvazione. La suddivisione delle campagne riduce i rischi e garantisce un migliore controllo.
- Prestare attenzione ai processi di approvazione e alle Ad Policy. Monitorate le modifiche alle regole e valutate la possibilità di consultare un partner o una piattaforma.
E ora?
I prossimi mesi mostreranno se Meta e Google decideranno di limitare la pubblicità ai soli temi politici o se le nuove regole avranno un impatto più ampio anche sugli inserzionisti commerciali. Pertanto, vale la pena tenere conto della loro influenza in fase di pianificazione.