
La National Crime Agency ha condotto raid all’alba in tutta l’Inghilterra, arrestando una ventenne nello Staffordshire e tre maschi a Londra e nelle West Midlands. Uno dei sospetti proviene dalla Lettonia, mentre gli altri sono cittadini britannici.M&S ha subito l’impatto più grave, con gli hacker che hanno rubato quantità massicce di dati dei clienti e del personale prima di distribuire un ransomware che ha paralizzato i sistemi informatici.
Il presidente ha dichiarato ai parlamentari che l’attacco è sembrato “un tentativo di distruggere l’azienda”. Le
operazioni sono rimaste compromesse fino alla fine di luglio e si prevede che alcuni sistemi non si riprenderanno prima di novembre. Il danno finanziario: 300 milioni di sterline di mancati profitti.Co-op ha dovuto affrontare settimane di scaffali vuoti dopo che i criminali hanno violato i suoi sistemi e rubato i dati privati di milioni di clienti. L’azienda è stata costretta a disconnettersi da internet all’ultimo momento per evitare la diffusione del ransomware, evitando per un soffio disagi ancora peggiori. Anche Harrods ha subito un attacco, ma è riuscita a limitare l’impatto operativo disconnettendo rapidamente i sistemi informatici.
Come si è svolto il crimine
L’ondata è iniziata a metà aprile, quando M&S è stata violata per la prima volta. Gli hacker hanno inviato e-mail offensive chiedendo il pagamento ai dirigenti del retailer. Al rifiuto di M&S, i criminali hanno preso di mira Co-op pochi giorni dopo. Gli attacchi hanno mostrato un chiaro coordinamento e tattiche di escalation tipiche dei gruppi organizzati di criminalità informatica. Co-op ha inizialmente minimizzato la violazione fino a quando gli hacker hanno contattato la BBC con le prove della gravità dell’attacco, costringendo l’azienda ad ammettere la piena portata del danno. I sospetti sono stati accusati in base al Computer Misuse Act, oltre che per gravi reati finanziari. L’inclusione delle accuse di ricatto e riciclaggio di denaro suggerisce che l’operazione prevedeva richieste di pagamento sofisticate e tentativi di ripulire i fondi rubati. Paul Foster della National Cyber Crime Unit dell’NCA ha definito gli arresti un “passo significativo”, ma ha avvertito che le indagini proseguono con i partner internazionali. Il caso evidenzia come gli adolescenti possano causare centinaia di milioni di danni alle grandi aziende utilizzando ransomware e tecniche di furto di dati un tempo riservate agli hacker sponsorizzati dagli Stati.Basato su un rapporto della BBC