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La valutazione dell’IPO di SHEIN scende a 50 miliardi di dollari

Secondo un rapporto esclusivo di Reuters, Shein sta attraversando quello che noi del settore chiamiamo "momento di verifica della realtà". La questione è questa: Shein sta valutando di debuttare alla borsa di Londra, ma c'è una fregatura. Incredibilmente, l'attuale valutazione di 50 miliardi di dollari è inferiore di circa un quarto rispetto al valore dell'anno precedente.

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La valutazione dell’IPO di SHEIN scende a 50 miliardi di dollari
Fonte: Depositphotos

SHEIN perde il vantaggio chiave di 800 dollari per l’esenzione dai dazi doganali

Ma c’è dell’altro in questa storia. Ricordate le consegne incredibilmente veloci e i prezzi sorprendentemente convenienti che i consumatori hanno imparato ad amare? Sono stati resi possibili, in parte, dalla regola “de minimis”, una piccola e affascinante scappatoia che consentiva di spedire negli Stati Uniti merci di valore inferiore a 800 dollari in esenzione da dazi doganali.

Il settore è stato scosso dalla decisione dell’amministrazione Trump di porre fine a questa regola.

Oltre il 30% di queste spedizioni in esenzione da dazi doganali negli Stati Uniti sono state effettuate da Shein e dal suo rivale Temu. Non si tratta solo di una cifra, ma di una parte considerevole della loro strategia commerciale che potrebbe andare persa.

Da Wall Street a Londra: il viaggio di SHEIN verso l’IPO

Se si esamina il percorso dell’azienda, la trama diventa più complessa. Quando Sky Xu ha fondato Shein, l’obiettivo principale era Wall Street. Tuttavia, la società si è spostata a Londra a seguito di alcune critiche sulle condizioni di lavoro e di alcune controversie di rivalità. Sebbene il processo di approvazione normativa stia richiedendo più tempo del solito, da giugno la società sta collaborando discretamente con la Financial Conduct Authority.

Valutazione di SHEIN: Una spirale discendente

Consideriamo la situazione nel suo contesto: La valutazione di Shein per il 2023, pari a 66 miliardi di dollari, era già inferiore di un terzo rispetto al suo picco. Stiamo assistendo a quelli che gli addetti ai lavori definiscono “round consecutivi di ribasso” alla luce di questo possibile ulteriore declino; non è esattamente la tendenza che si vuole vedere prima della quotazione in borsa. È interessante notare che il governo britannico sembra ancora interessato a ospitare l’offerta pubblica iniziale di Shein. Non si può certo biasimarli: sarebbe un grande vantaggio per il mercato britannico se un grande operatore come questo decidesse di stabilirsi a Londra piuttosto che in un altro centro finanziario. Il messaggio è inequivocabile: le realtà del mercato e i cambiamenti politici possono influenzare anche le più grandi aziende di e-commerce. E serve a ricordare che la flessibilità non è solo auspicabile in questo campo, ma anche necessaria per la sopravvivenza.

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